Quando si parla di MONO (e compagnia) il furore delle folle non tarda a farsi sentire. C’è chi demonizza MONO nella sua totalità, chi lo difende per la sua vocazione “interoperante”, c’è chi, come il sottoscritto, asserisce semplicemente di non aver mai sopportato il C# (questa specie di spuria contaminazione fra Java e C++: non ci vedo i lati positivi né dell’uno né dell’altro linguaggo).
Qualunque sia la nostra opinione, in ogni caso, sempre più ci troviamo a convivere con MONO e con software che ne fanno largo uso. Personalmente mi limito a trovare alternative, a non utilizzare tutta quella serie di programmi (ampiamente rimpiazzabili) che fanno uso di tale linguaggio e finora è sempre andato tutto bene. Anche l’idea che le librerie di MONO siano incorporate in GNOME non mi disturba poi più di tanto data la mia innegabile possibilià di continuare a non utilizzare i programmi di cui sopra (e sinceramente non entro nel panico se mi ritrovo qualche libreria inutilizzata nella mia installazione: credo proprio che imparerò a convivere con quei pochi megabyte occupati). Quello che, al contrario, mi disturba è la necessità, apparentemente particolarmente sentita dagli sviluppatori di MONO, di reimplementare totalmente il protocollo D-Bus: che si divertano a scrivere codice per il semplice gusto di farlo?
Non si poteva, più semplicemente, creare dei binding? Non era più semplice sfruttare la già ben sviluppata implementazione in C di D-Bus senza farsi tutti questi problemi?
Probabilmente, lo spero, c’è qualche dettaglio tecnico che al momento mi sfugge e che renderà di sicuro ovvia la scelta degli sviluppatori ma fino a questo momento la mia esperienza di programmazione mi ha insegnato a riutilizzare il codice, non a duplicarlo. Se poi, come riportato in queste slide, il problema sta nella (brutta e cattiva!) licenza GPL delle libdbus allora il giochetto in questione comincia a risultare chiaro, quasi cristallino direi.